Ecoreati e responsabilità 231

Il Senato ha approvato il DDL “Ecoreati”, che inserisce nel Codice penale un nuovo titolo (VI – bis), dedicato ai delitti contro l’ambiente.

I reati contemplati sono quelli di inquinamento ambientale, morte o lesioni come conseguenza del delitto di inquinamento ambientale, disastro ambientale, delitti colposi contro l’ambiente, traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività, impedimento del controllo, omessa bonifica.

Tra le novità è prevista inoltre un’aggravante ambientale per tutti i fatti già contemplati come reato, sconti di pena per chi provvede al ripristino dello stato dei luoghi e raddoppio della prescrizione per questo genere di reati.

Questa novità normativa impatta anche sull’art. 25undecies del Decreto Legislativo 231 con un inasprimento delle sanzioni pecuniarie e, in casi di condanna, sanzioni interdittive, che includono l’interdizione dall’esercizio dell’attività, la sospensione o la revoca delle autorizzazioni, licenze o concessioni funzionali alla commissione dell’illecito, il divieto di contrattare con la pubblica amministrazione salvo che per ottenere le prestazioni di un pubblico servizio, l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti, contributi o sussidi e l’eventuale revoca di quelli già concessi, il divieto di pubblicizzare beni o servizi.

Nello specifico le sanzioni pecuniarie sono state definite come segue: inquinamento ambientale (da 250 a 600 quote), disastro ambientale (da 400 a 800 quote), inquinamento ambientale e disastro ambientale colposi (da 200 a 500 quote); associazione a delinquere (comune e mafiosa) aggravata (da 300 a 1.000 quote), traffico e abbandono di materiale ad alta radioattività (da 250 a 600 quote). Nei casi di condanna per i delitti di inquinamento e disastro ambientale, la persona giuridica è inoltre soggetta alle sanzioni interdittive.