ECOREATI E RESPONSABILITA’ DEGLI ENTI NELLA SFERA DELLA 231-01

Nuove responsabilità da parte degli Enti: saranno chiamati ad adeguare i loro modelli organizzativi ai nuovi ecoreati introdotti dal provvedimento sui “Delitti contro L’ambiente” approvato dalla Camera in questi giorni.

 

Il nuovo DDL introduce le disposizioni per la prevenzione e la repressione dei delitti contro l’ambiente: se il disegno di legge verrà approvato, come già votato al Senato, nel codice penale italiano verranno introdotti nuovi articoli e più precisamente gli articoli che vanno dal 452-bis a 452-decies.

Questo significa che i nuovi reati ambientali diventeranno oggetto di una attività di revisione e integrazione dei modelli organizzativi 231.

Di seguito una sintesi delle principali novità.

 

Le nuove disposizioni in materia di delitti contro l’ambiente, ecco alcuni punti principali del testo

INQUINAMENTO AMBIENTALE: il nuovo delitto di inquinamento ambientale punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e la multa da 10.000 a 100.000 euro chiunque abusivamente provoca una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna; aggravanti se vengono procurate lesioni o morti.

DISASTRO AMBIENTALE: il delitto di disastro ambientale definito:  “alterazione irreversibile dell’equilibrio di un ecosistema”  punirà con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, abusivamente, cagioni un disastro ambientale.
AREE PROTETTE: per inquinamento e disastro ambientale la pena viene aumentata fino a un terzo nel caso in cui i reati siano commessi in un’area naturale protetta o sottoposta a vincoli o nel caso vengano danneggiate specie animali o vegetali protette.
DELITTI PER COLPA: se i reati di inquinamento e disastro ambientale vengono commessi per colpa, non per dolo, le pene vengono ridotte da un terzo a due terzi.

TRAFFICO RADIOATTIVO: Carcere da 2 a 6 anni (e multa da 10.000 a 50.000 euro) per chiunque si disfa illegittimamente di materiale ad alta radioattività.
IMPEDIMENTO CONTROLLO: il delitto di impedimento del controllo (chi impedisce, intralcia o elude l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza sul lavoro) viene punito con la reclusione da 6 mesi a 3 anni.

ASSOCIAZIONE MAFIOSA: In presenza di associazioni mafiose finalizzate a commettere i delitti contro l’ambiente o a controllare concessioni e appalti in materia ambientale scattano le aggravanti. Aggravanti sono previste anche in caso di semplice associazione a delinquere e se c’è partecipazione di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio.

RAVVEDIMENTO OPEROSO: prevede una diminuzione di pena (dalla metà a due terzi) nei confronti di chi collabora con la giustizia, chi provvede prima del dibattimento alla messa in sicurezza e alla bonifica e al ripristino dello stato dei luoghi (il giudice può accordare fino a tre anni per questa attività, con la sospensione della prescrizione); è stata eliminata la ‘non punibilità’ per delitto colposo (la bonifica agisce soltanto come attenuante di pena).

OMESSA BONIFICA : reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro per chiunque, essendovi obbligato, non provveda alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi.