Il Rating ed il Modello di Continuità Produttiva MCP

Il Gruppo RES – primo in Italia – ha sviluppato una nuova area di formazione basata sul Modello di Continuità Produttiva (MCP), un nuovo disciplinare tecnico che analizza e valuta tutti i rischi legati alla gestione operativa dell’azienda al fine di garantirne la continuità operativa e di performance.

Il Modello di Continuità Produttiva – MCP – è un disciplinare tecnico contenuto in uno standard certificabile finalizzato alla gestione globale del rischio tale quindi da garantire la continuità operativa e di performance di un’Organizzazione.

L’MCP considera ed analizza tutti i rischi legati alla gestione operativa dell’Organizzazione e, per ognuno di questi, propone un metodo d’identificazione del le soluzioni alternative che garantiscano la sopravvivenza e il rilancio della normale attività produttiva/di erogazione del servizio.

Tra i rischi considerati, rientrano chiaramente quelli di tipo economico – finanziario che rendono l’MCP una sorta di “rating certificato”.

Banca d’Italia, in un suo comunicato agli istituti di credito, ha sottolineato che il Rating, strumento attraverso il quale viene concesso il credito alle aziende, non costituisce più un elemento di previsione per il futuro ma rimane una fotografia del passato e del presente ed invita gli istituti di credito a fare analisi più sostanziali sulla continuità di performance.

Ecco perché è importante allora per un Istituto di Credito che un’azienda adotti un Modello di Continuità Produttiva, magari anche certificato.

  • perché permette di dare una valutazione oggettiva e razionale della capacità di un’azienda di resistere, sopravvivere e recuperare in situazioni di compromissione del business.
  • perché è un modello che porta a conoscenza di tutte le possibili aree di rischio, comprese quelle classiche del Rating tradizionale
  • perché da’ accesso all’unica documentazione codificata che preservi e garantisca dal rischio che un’azienda può presentare, soprattutto con riferimento al futuro.

Perché dunque l’MCP dovrebbe interessare le organizzazioni?

L’effetto principale del Modello di Continuità Produttiva è quello di garantire tutti gli stakeholders (banche, fornitori, clienti, ecc.) circa la credibilità finanziaria e l’affidabilità dell’azienda nel tempo.

Ma entriamo più nel dettaglio.

L’MCP arricchisce la visione strategica di un imprenditore e di un manager consentendo di avere gli strumenti per includere ciò che è ”imprevedibile”, una parte integrante della cultura aziendale e quindi un elemento da considerare per ciascuna scelta strategica futura.

Il rischio vero non si nasconde nell’imponderabile, ma nei comportamenti ripetitivi e routinari; aprire quindi la mente a scenari alternativi rispetto a quelli previsti e prevedibili è un esercizio che nel tempo costituisce un vantaggio competitivo senza pari. E, tale esercizio, il Modello lo aiuta proprio a strutturare, a mantenere attivo nel tempo, a rendere fruibile per chi deve decidere in azienda.

L’MCP consente anche di considerare gli eventi per quel che sono, prima di classificarli per quel che vorremmo che fossero. Dall’amministrazione alla finanza, dal commerciale al marketing, dalla logistica alla tecnologia, tutti i responsabili impareranno a scegliere sempre i comportamenti migliori per la continuità produttiva, piuttosto che privilegiare la logica del “ho sempre fatto così e, quindi, continuo così”. Questo costituisce chiaramente una marcia in più per le organizzazioni che oggi, più che mai, si trovano a fronteggiare un mercato nazionale ed internazionale instabile.

In pratica, ciò si concretizza nella capacità di sviluppare un orizzonte decisionale più ampio dove regna la capacità di definire in anticipo i comportamenti e le azioni da intraprendere in caso di eventi sfavorevoli o letali per l’organizzazione.

Non si può negare che vi siano poi vantaggi anche per gli stakeholders legati all’organizzazione: ad esempio la costruzione di rapporti con un’organizzazione che garantisce, grazie all’implementazione dell’MCP, la sua continuità produttiva attraverso comportamenti e procedure certificate; oppure il fatto di essere legati ad una organizzazione che, proprio per il fatto di non escludere dall’orizzonte delle proprie attività tutti i rischi di continuità può godere di una maggiore “apertura di credito” e quindi avere maggiori possibilità e risorse.

 

Il Gruppo RES organizza un corso di formazione finalizzato a fornire le conoscenze di base per un approccio al Modello di Continuità Produttiva – MCP

Il corso ha una durata di 8 ore e viene proposto – con una promozione di lancio – alla cifra scontata di Euro 450,00 anziché 750,00.

Per conoscere la data, consultate la pagina dei corsi in programmazione

Per approfondire l’argomento:

  • Seguite l’intervista con l’esperto, nonché estensore del manuale e del disciplinare tecnico dell’MCP sul nostro canale Channel RES
  • Consultate la pagina MCP – Modello di continuità produttiva
  • Visionate l’informativa di Banca D’Italia che invita gli istituti di credito a fare analisi sulla continuità di performance