Jobs Act: revisione contratti e conciliazione tempi vita-lavoro

2Con i Decreti attuativi del Jobs Act sono state introdotte alcune novità nell’ambito della sicurezza sul lavoro, apportando anche modifiche al D.Lgs. 81/2008. Si tratta, in particolare, di misure per la conciliazione vita/lavoro e per alcune tipologie di contratti di lavoro

Il Decreto Legislativo, 15/06/2015 n° 80

Uno degli obiettivi del nuovo Jobs Act è facilitare la conciliazione famiglia-lavoro: di qui, il Decreto attuativo in oggetto, il cui intento primario è tutelare la maternità delle lavoratrici e favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori.

Viene modificata la disciplina del congedo obbligatorio di maternità, al fine di renderne più flessibile la fruizione in casi particolari (parto prematuro, ricovero del neonato) e modificare l’estensione massima del periodo di fruibilità (portata dagli 8 anni di vita del bambino ai 12). Viene anche rivista la disciplina del congedo per quanto riguarda la paternità e i casi di adozione/affidamento.

Quanto sopra riportato viene attuato mediante numerose modifiche alle norme specifiche per la tutela della maternità, D.Lgs. 151/2001, e in materia di lavoro notturno, D.Lgs. 66/2003.

 

Il Decreto Legislativo, 15/06/2015 n° 81

Con la nuova riforma del lavoro, viene modificata nel complesso la disciplina dei contratti di lavoro e delle mansioni. Per quanto riguarda gli aspetti relativi alla salute e sicurezza sul lavoro, le novità introdotte esplicitano la necessità, comunque già prevista dal D.Lgs. 81/2008, di effettuare la valutazione del rischio anche in presenza di contratti di lavoro particolari (ad esempio, i contratti a tempo determinato/somministrazione non saranno consentiti in assenza di valutazione del rischio, il che si traduce, in sostanza, nell’obbligo di avere il DVR per usufruire di questo tipo di contratti); per le stesse tipologie contrattuali, viene esplicitato anche l’obbligo di formazione, comunque, anche in questo caso, già previsto anche dal D.Lgs. 81/2008.

Il nuovo Decreto (D.Lgs. 81/2015), inoltre, apporta una modifica direttamente nel Testo Unico Sicurezza (D.Lgs. 81/2008): viene abrogato l’art. 3. comma 5, con possibili impatti sui contratti di somministrazione, in quanto viene invertito lo schema precedentemente vigente: dall’entrata in vigore della nuova norma, è il somministratore che “informa i lavoratori sui rischi per la sicurezza e la salute connessi alle attività produttive e li forma e addestra all’uso delle attrezzature di lavoro necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa per la quale essi vengono assunti, in conformità al decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81”. Rimane, comunque, possibile gestire diversamente tali adempimenti, prevedendo nel contratto di somministrazione che questi obblighi siano adempiuti dall’utilizzatore (fermo restando che “L’utilizzatore osserva nei confronti dei lavoratori somministrati gli obblighi di prevenzione e protezione cui è tenuto, per legge e contratto collettivo, nei confronti dei propri dipendenti”).