Formazione fasulla: riconoscerla e difendersi.

 

 

Dopo le ultime inchieste sugli attestati falsi (leggi l’articolo di La Repubblica), continuano i controlli sulla formazione fasulla e aumentano le segnalazioni di violazioni dei soggetti formatori.

 

Molti i casi di irregolarità che si sono registrati nell’erogazione di corsi di formazione:

 

  • Produzione di registri e attestati falsi relativi a corsi mai effettuati
  • Inadeguatezza e insufficienza delle attrezzature necessarie all’erogazione del corso
  • effettuazione di attività formative per un tempo inferiore a quello richiesto dalla norma
  • corsi in modalità FAD (formazione a distanza) con durata inferiore a quella prevista
  • redazione di attestati con Logo e firma di enti bilaterali e società a responsabilità limitata.
  • rapporto tra docenti e discenti inferiore a quanto previsto dalla norma
  • corsi erogati da enti non indicati dalla Circolare del Ministero del Lavoro n. 13/2012 e da società/agenzie formative non accreditate dalla Regione
  • pubblicizzazione e realizzazione di corsi per la formazione specifica dei lavoratori che prescindono dal settore o comparto, ma che fanno solamente riferimento al livello di rischio (basso, medio o alto). Tale pratica, chiaramente orientata al raggiungimento di un numero minimo di discenti, pur garantendo la durata minima del percorso formativo, finisce per ridurre la specificità degli argomenti trattati limitando l’efficacia formativa.

La Regione Piemonte ha redatto un documento che possa supportare le attività di vigilanza dei Servizi di Prevenzione e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro delle ASL Piemontesi.

Se hai qualche dubbio sul corso di formazione che stai frequentando o sull’ente a cui ti sei rivolto dai uno sguardo al documento scaricabile tra le nostre risorse gratuite.