Intervista ad Antonello Soro

Intervista al Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali (tratta da Italia Oggi, 7 marzo 2016)

 

Valutazioni di impatto, sistemi di certificazione e di notificazione delle violazioni, nomina quando necessario, di un privacy officer: sono alcuni degli adempimenti cui le imprese devono prepararsi del periodo di transitorio, prima che il regolamento entri a regime. A sottolinearlo è Antonello Soro, presidente del Garante della privacy, che crede in una ricaduta economica positiva del nuovo sistema normativo

 

Presidente Soro a che punto è l’iter del regolamento europeo? A quando la definitiva approvazione?

Il 18 dicembre è stato raggiunto l’accordo politico tra gli Stati sul pacchetto di riforma in materia di protezione dei dati personali. Il passaggio successivo prevede che il parlamento europeo esprima formalmente il proprio voto per arrivare, presumibilmente, alla pubblicazione in Gazzetta ufficiale dell’Unione europea entro la prima metà del 2016. Da quel momento il regolamento sarà immediatamente esecutivo e gli Stati membri avranno a disposizione due anni di tempo per adeguare, ove necessario, i propri ordinamenti e garantire l’allineamento fra le disposizioni nazionali esistenti (ove mantenute) e le nuove norme.

A una prima lettura del testo disponibile pare che il regolamento comporti nuovi adempimenti (valutazione impatto privacy, nomina obbligatoria di un responsabile interno) e un sistema sanzionatorio più pesante. Non è in contraddizione con l’obiettivo di semplificazione per le imprese e per le pa?

Il regolamento rappresenta una tappa fondamentale per garantire lo sviluppo di un mercato unico digitale con enormi vantaggi competitivi per tutte le imprese, comprese quelle di piccole e medie dimensioni, che ne sapranno cogliere le opportunità. Come più volte ribadito dalla stessa Commissione europea, i tagli in termini di oneri burocratici e di semplificazione saranno effettivi se le imprese, in conformità alle nuove disposizioni, ripenseranno attivamente alle modalità di gestione e di utilizzo dei dati personali attraverso una loro maggiore responsabilizzazione. Con riferimento, invece, alle modifiche al sistema delle sanzioni amministrative, che tutte le Autorità devono poter comminare, si prevede che siano definite entro una soglia pecuniaria massima (che può arrivare anche al 2 e al 4% del fatturato di una azienda) e nel rispetto di criteri fissati nel regolamento.

Cosa devono fare imprese, professionisti e p.a. nel biennio di vacatio legis?

Durante la fase di transizione, nel corso della quale mi auguro che il parlamento non attenda l’ultimo momento utile per adottare la relativa normativa di adeguamento, è necessario che le aziende, ma anche le pubbliche amministrazioni, inizino a ripensare i processi di trattamento dei dati alla luce delle nuove realtà (valutazioni di impatto, sistemi di certificazione e di notificazione delle violazioni) nonché a dotarsi, quando necessario, di un privacy officer.

Come cambia il ruolo dei Garanti nazionali?

Questo è uno dei punti di maggiore rilevanza. E invero, oltre a creare un insieme unico di norme, che renderà più semplice per le imprese operare in ambito Ue, il meccanismo del c.d. sportello unico (unitamente al meccanismo di coerenza) attribuirà, in estrema sintesi, la competenza ad assumere ogni tipo di misura, nonché a esercitare eventuali poteri correttivi, all’autorità del paese dove ha sede lo «stabilimento principale» della società. In questa prospettiva, per le autorità nazionali sarà notevolmente implementato il sistema (co-) decisionale in sede europea e rafforzato in modo significativo il ruolo del Board europeo che riunirà tutte le autorità di protezione dei dati.

Intervista ad Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali – Tratto da ItaliaOggi, 7 marzo 2016