Marketing nel rispetto della privacy: no alle newsletter promozionali senza consenso.

Di fronte ad un caso di lamentela, da parte di un utente di un sito e-commerce, per la ricezione di una newsletter promozionale, senza che lo stesso avesse fornito un esplicito e specifico consenso al ricevimento di materiale pubblicitario durante un acquisto online, il Garante per la privacy riafferma quanto ormai già ampiamente noto: no all’invio di newsletter promozionali senza consenso.

 

Sul sito della società infatti, l’autorità ha verificato che:

– gli utenti non potevano esprimere uno specifico consenso per le finalità di marketing;

– non era possibile procedere all’acquisto di un prodotto senza aver fornito un generico consenso al “trattamento dei dati personali” (generico in quanto non immediatamente riferibile alla finalità di marketing);

– Non risultava inoltre possibile, procedendo all’acquisto, né selezionare uno specifico consenso per la finalità promozionale né opporsi fin dall’inizio al trattamento per tale finalità;

– l’informativa fornita dalla società assicurava, contrariamente a quanto in concreto accadeva, che “qualora l’acquirente non intenda prestare il proprio consenso al trattamento e alle finalità di marketing, il suo rifiuto non determina alcuna conseguenza sull’acquisto”;

– l’informativa fornita non specificava le modalità di contatto per lo svolgimento di attività a contenuto promozionale (ad esempio: email, fax, sms, posta cartacea, telefono).

 

L’autorità ha ritenuto inoltre opportuno precisare che “né può ritenersi ricorrere nel caso in esame un trattamento legittimamente effettuato per finalità promozionali, pur in assenza del consenso dell’interessato, ai sensi dell’art. 130, comma 4, del Codice: in alcun modo risulta invero provato che il segnalante sia stato adeguatamente informato circa il fatto che le proprie coordinate di posta elettronica, fornite nel contesto della vendita, sarebbero state successivamente utilizzate per finalità di marketing (rispetto a beni o servizi analoghi) e messo in condizione di rifiutare tale uso, inizialmente o in occasione di successive comunicazioni. Al contrario, la società ha predisposto il sopra descritto meccanismo di consenso “obbligato” rispetto all’utilizzo dei dati per finalità di marketing.”

 

Il Garante ha quindi:

– vietato alla società l’ulteriore trattamento per finalità di marketing dei dati personali raccolti in assenza di idonea informativa e di consenso legittimamente manifestato;

– imposto la riformulazione del form con il quale si chiede il consenso in modo che risulti chiaro che lo stesso è riferito alla finalità di marketing;

– imposto l’integrazione del testo dell’informativa con le modalità utilizzate per il contatto promozionale

– imposto l’adozione delle misure opportune affinché la manifestazione del consenso da parte degli interessati al trattamento per finalità di marketing non sia condizione necessaria per il perfezionamento dell’acquisto tramite sito web;

– disposto che possa essere verificata, con autonomo procedimento, la sussistenza dei presupposti per contestare le violazioni amministrative concernenti l’inidonea informativa e il consenso per l’utilizzo dei dati a fini di marketing.