Per i moduli d’ordine online basta alla casella consenso già barrata

Stop al modulo d’ordine per gli acquisti o prenotazioni online con la casella per il consenso già barrata, tuteliamo il diritto alla protezione dei Dati Personali, il consenso al trattamento deve essere sempre libero.

Pubblicato dal garante della privacy , un vademecum «viva i consigli, abbasso lo spam. Dal telefono al supermercato: il marketing a prova di privacy», con alcuni consigli pratici per spiegare ai consumatori quali sono i loro diritti. Nella guida è possibile trovare chiarimenti, consigli, regole utili a conciliare la privacy delle persone con le necessità del mercato.

Vediamo qualcuna delle avvertenze del garante.

Soft spam. L’azienda non deve richiedere il consenso anche per inviare dépliant pubblicitari a una persona che è già sua cliente: non è necessario acquisire un ulteriore consenso per inviare al consumatore offerte promozionali, via posta tradizionale o e-mail, relative a prodotti o servizi analoghi a quelli forniti in precedenza (si tratta del cosiddetto soft spam). La persona interessata, però, può sempre decidere, in qualunque momento, di negare il suo consenso a ricevere ulteriori pubblicità.

Richieste del cliente. Non è previsto il consenso dell’interessato per attività necessarie a soddisfare la richiesta di un cliente, ad esempio le verifiche funzionali all’erogazione di un servizio. Occorre però sempre chiedere il consenso per attività di marketing o similari, comunque diverse dalla prestazione oggetto del contratto con l’utente.

Fidelity card. L’operatore commerciale, poi, non può rifiutarsi di concedere la tessera fedeltà se nel modulo da compilare il cliente non rilascia il consenso al trattamento dei suoi dati per scopo di marketing. La tessera fedeltà è un’opportunità per l’azienda di fidelizzazione del cliente, ma non può trasformarsi in una forma occulta di raccolta dati per il marketing e la profilazione. Il consenso per tali attività non può essere imposto, ma va raccolto in modo specifico.

Outsourcing. Il promotore di campagne marketing, che opera in qualità di titolare, anche quando demanda a soggetti esterni (ad esempio società di call center, agenti e subagenti) il trattamento dei dati personali dei clienti per attività promozionali, risponde comunque di eventuali violazioni della privacy commesse per suo conto.

Estero. Se l’operatore di marketing ha sede all’estero la tutela dell’interessato è in salita. Il garante italiano può intervenire quando la società ha una sede sul territorio italiano o utilizza strumenti nel territorio italiano. Non ha invece competenza se la società ha solo sede all’estero. Anche se il garante può chiedere la cooperazione volontaria del garante estero.

In una prossima news un approfondimento sui temi della privacy nel marketing…