Un altro importante passo verso il Regolamento Europeo

Con 49 sì, 3 no e un astenuto, la commissione Libertà civili e giustizia del Parlamento Ue ha dato il primo e importante via libera alle nuove norme privacy ‘Made in Europe’.

Rafforzati gli strumenti sanzionatori previsti per le organizzazioni che violeranno la direttiva, con sanzioni che potranno arrivare fino a 100 milioni di euro, o al 5% del fatturato dell’azienda giudicata ‘colpevole’.

Anche l’obbligo per le imprese di dotarsi un privacy officer, non sarà basato sul numero dei dipendenti, ma sulla quantità e il tipo dei dati trattati, pertanto anche molte piccole imprese che rientreranno nei parametri, dovranno nominare un “responsabile per la protezione dei dati”.

Il privacy officer (in inglese, “agente della privacy”) è un ruolo aziendale con competenze giuridiche e informatiche la cui responsabilità principale è osservare, valutare e organizzare la gestione del trattamento di dati personali (e dunque la loro protezione) all’interno di un’azienda, affinché questi siano trattatati in modo lecito e pertinente, nel rispetto delle normative vigenti.

Il voto del parlamento UE sul regolamento europeo sulla protezione dei dati personali, che in Italia prenderà il posto dell’attuale DLgs 196/2003 rappresenta, come ha osservato il commissario Ue alla giustizia, Viviane Reding, un “momento importante per la democrazia europea”. Un provvedimento che “rafforza e uniforma” il diritto europeo sulla materia e che consentirà di “ridurre i costi per le imprese, nonché di aumentare la protezione dei nostri cittadini”, ha aggiunto Reding.

Ora il provvedimento, prima di essere approvato in via definitiva, dovrà ricevere il via libera di Consiglio e Commissione nel corso di un negoziato a tre con il Parlamento, il cosiddetto ‘trilogo’.

La normativa è di grande importanza perché prevede, oltre al meccanismo sanzionatorio, la creazione di un’unica normativa al posto delle 28 nazionali e di un’unica autorità di vigilanza.