Nota informativa Asl sul Primo Soccorso in azienda

Una nota informativa per le aziende elaborata dall’ Asl di Bergamo relativa al primo soccorso aziendale, con interessanti chiarimenti sul numero degli addetti e una checklist per i casi di infortunio/malore.

Tra le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro elencate nell’articolo 15 del D.Lgs 81/2008, si citano anche le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, unitamente a quelle di lotta antincendio, di evacuazione dei lavoratori in caso di pericolo grave e immediato.

In base al comma 1 dell’articolo 45 del D.Lgs 81/2008, “il datore di lavoro, tenendo conto della natura della attività e delle dimensioni dell’azienda o della unità produttiva, sentito il medico competente ove nominato, prende i provvedimenti necessari in materia di primo soccorso e di assistenza medica di emergenza, tenendo conto delle altre eventuali persone presenti sui luoghi di lavoro e stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati”.

Il D.M. 388/2003 attua quanto già indicato nel DLgs 626/1994 e ribadito nel comma 2 dell’art. 45 del DLgs 81/2008 e s.m.i. e costituisce lo strumento operativo per la realizzazione del primo soccorso aziendale, modulando l’organizzazione degli interventi in situazioni di emergenza sanitaria secondo le diverse realtà aziendali considerando il tipo di attività svolta, il numero di lavoratori ed i fattori di rischio.

Il datore di lavoro, nell’ambito degli adempimenti finalizzati a garantire la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori, oltre a designare e formare gli addetti al Primo soccorso, predispone un protocollo/piano per la gestione delle emergenze sanitarie, per poter attuare concretamente tutte le misure necessarie all’organizzazione del servizio.

La definizione di un protocollo operativo interno consente di tradurre in concreto quanto indicato nel comma 1 dell’articolo 45 “prende i provvedimenti necessari” e consente alla struttura organizzativa di stabilire concretamente e con chiarezza, incarichi operativi per ruolo (addetti al PS, preposti, lavoratori, ecc….), mezzi e attrezzature, modalità e tempi d’intervento per gestire in modo efficace qualsiasi situazione di emergenza sanitaria all’interno dell’azienda e per attivare in modo appropriato la comunicazione e la richiesta dei soccorsi esterni “stabilendo i necessari rapporti con i servizi esterni, anche per il trasporto dei lavoratori infortunati”.

In questo senso l’ASL di Bergamo, con la nota in oggetto, ritiene di fondamentale importanza che i datori di lavoro realizzino, nell’ambito della valutazione dei rischi, un protocollo interno che indichi compiti, ruoli e comportamenti che ogni lavoratore deve tenere al verificarsi di una situazione di emergenza all’interno dell’azienda. Questo protocollo integrerà il piano aziendale di emergenza.

Come per tutte le procedure di sicurezza il protocollo operativo dovrà in sostanza prevedere: i soggetti coinvolti, il tipo di intervento da attuare, le modalità operative necessarie a gestire nell’immediatezza una “situazione di danno acuto” causato sia da problemi individuali di salute (diabete, cardiopatia ecc…) che da evento infortunistico legato alla presenza di rischi specifici e alle specifiche attività svolte nell’azienda (traumatismi, intossicazioni, ustioni ecc….) e le modalità operative per gestire in modo corretto le comunicazioni e i rapporti con i Dipartimenti di emergenza territoriali .

Il Servizio PSAL dell’ASL della provincia di Bergamo programma annualmente controlli mirati alla verifica degli adempimenti normativi specifici in tema di Primo Soccorso e a partire dal 2013 ritiene opportuno integrare tale attività promuovendo anche l’attività di autocontrollo/verifica da parte dei Datori di Lavoro. A tale scopo è stata predisposta una breve checklist, in tema di organizzazione e gestione delle emergenze sanitarie, corredata da note esplicative, che sarà utilizzata dal personale ASL addetto alla vigilanza nei luoghi di lavoro e potrà anche essere un utile strumento per le aziende.

Nell’ambito dei controlli programmati si conducono le seguenti attività:

  • verifica dell’effettiva applicazione dei dettami normativi contenuti del D.M. n° 388 del 15/07/2003 e sui principi stabiliti dall’art. 45 del DLgs. 81/2008 circa l’organizzazione delle strutture di Primo Soccorso Aziendali: nomina dei lavoratori addetti al Primo Soccorso, formazione di questi lavoratori, raccordo delle strutture aziendali deputate a questo tipo di emergenza con il sistema di emergenza sanitaria del Servizio Sanitario Nazionale, dotazione delle attrezzature di emergenza sanitaria presenti nella realtà aziendale (cassetta di Pronto Soccorso, pacchetto di medicazione, ecc.);
  • promozione di un approccio organizzativo in tema di Primo Soccorso: protocolli operativi/procedure per la gestione delle emergenze mediche.

L’allegato 1 alla nota informativa, inoltre, riporta alcune importanti indicazioni circa la designazione degli addetti primo soccorso.

Come indica il DLgs 81/2008 art. 18 comma 1 lett. b, è un obbligo prioritario e inderogabile a carico del datore di lavoro quello di designare preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di Primo Soccorso, lavoratori che devono essere adeguatamente formati (art. 37 comma 9 DLgs 81/2008).

La normativa non entra nel merito della consistenza numerica degli incaricati di Primo Soccorso nella singola azienda, tuttavia le “Linee guida per l’applicazione del D.M. 388/2003” elaborate dal Coordinamento delle Regioni e delle Province Autonome danno le seguenti indicazioni:

  1. a) il numero dei soccorritori presenti nell’unità produttiva non può essere rigidamente stabilito, ma dovrà comunque essere rapportato al numero di lavoratori contemporaneamente presenti in azienda (ad esempio 1 soccorritore ogni 30 persone in un azienda che non sia a rischio per incidente rilevante) ed alla tipologia di rischio infortunistico presente nello stabilimento produttivo;
  2. b) in ogni caso dovrà essere previsto un sostituto, con pari competenze, per ognuno dei soccorritori individuati, per rimpiazzare l’eventuale assenza;
  3. c) il sostituto dovrà poter rilevare il collega senza incorrere in situazioni fisicamente gravose (ad esempio dopo aver terminato il turno di notte);
  4. d) il numero dei soccorritori contemporaneamente presenti in azienda sarà almeno pari a due, per “coprire” l’eventualità in cui l’infortunato sia uno dei soccorritori stessi.

Per approfondire, consultate la nota informativa per le aziende in Primo Soccorso