Responsabilità del Datore di Lavoro per infortuni su macchine CE non sicure

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 4549 del 29 gennaio 2013, ha confermato la condanna di un delegato alla sicurezza in quanto l’insufficiente sicurezza delle macchine ed attrezzature va imputata al datore di lavoro anche per macchine marcate CE se la pericolosità del macchinario non deriva da un vizio occulto.

Il  datore di lavoro in uno stabilimento era stato ritenuto responsabile delle lesioni di un lavoratore cui aveva fatto utilizzare una macchina sprovvista di sistema di protezione e/o di segregazione degli organi in movimento e/o di dispositivi di sicurezza per l’arresto della macchina atti ad impedire il contatto accidentale con organi in movimento. L’infortunio si era verificato quando il lavoratore si era chinato in avanti, nel tentativo di recuperare un secchiello caduto nella macchina, finendoci dentro e riportando delle lesioni al braccio.

Secondo il datore di lavoro l’infortunio era dovuto ad un’imprudenza del lavoratore perché mentre la macchina tornava indietro i lavoratori sarebbero dovuti stare fermi senza avere in mano il secchiello con il grasso. Inoltre, il datore di lavoro sosteneva che aveva fatto utilizzare ai propri dipendenti la macchina in piena buona fede, dal momento che la stessa era fornita della “Dichiarazione CE di conformità”. In conclusione, secondo la difesa, se si voleva ravvisare un’insufficiente sicurezza della macchina, essa sarebbe stata da imputare al costruttore e al progettista, ma non certo al datore di lavoro.

In merito alla vicenda, la Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità del datore di lavoro: per quanto attiene all’assunto difensivo secondo cui il delegato, in piena buona fede, aveva fatto utilizzare ai suoi dipendenti la macchina in quanto provvista della “Dichiarazione CE di conformità”, il Collegio ha osservato che non è veritiera l’affermazione per la quale una eventuale insufficiente sicurezza della macchina non doveva essere imputata al datore di lavoro, in quanto il datore di lavoro è obbligato ad eliminare le fonti di pericolo per i lavoratori addetti all’utilizzazione di una macchina e, nel caso di specie, la pericolosità del macchinario non derivava da un vizio occulto.

Quindi il Datore di Lavoro, quando mette a disposizione dei lavoratori una nuova macchina, è tenuto a valutare il rischio residuo delle macchine ed attrezzature, anche se queste sono marcate CE, in quanto responsabile dell’eliminazione o riduzione di eventuali rischi palesi determinati dall’utilizzo delle macchine stesse. Qualora, invece, il Datore di Lavoro faccia utilizzare ai lavoratori una macchina priva di marchio CE, dovrà provvedere a valutarne la conformità rispetto ai requisiti generali di sicurezza di cui all’allegato V del D.Lgs. 81/2008, e, se necessario in base a tale valutazione, dovrà provvedere a tutti gli adeguamenti necessari per quella macchina. L’inadempienza a questi obblighi può comportare per il Datore di Lavoro le sanzioni penali previste per la violazione dell’Art. 71 del D.Lgs. 81/2008, che prevedono l’arresto da tre a sei mesi o l’ammenda da 2.500 a 6.400 euro.

ll Gruppo RES, con i propri tecnici, effettua questo tipo di valutazioni del rischio relativo alle macchine (per attrezzature marcate CE o meno): per approfondimenti vi invitiamo a consultare le nostre slide di approfondimento a questo LINK, oppure la nostra pagina dedicata alla Direttiva Macchine, a questo LINK.

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