Il coaching può aiutare a superare le criticità del ruolo di RSPP?

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Il coaching può aiutare a superare le criticità del ruolo di RSPP?

Una volta acquisiti gli attestati di formazione quasi sempre l’RSPP interno si trova ad affrontare le difficoltà concrete della pratica e della realtà. E spesso incorre in alcune criticità.
C’è chi si trova a vestire una “doppia giacca”: RSPP e responsabile produzione, RSPP e responsabile manutenzione, RSPP e Responsabile delle risorse umane…
Potrebbe essere pericoloso confondere i ruoli? Quanto tempo gli rimane per svolgere al meglio le attività del suo ruolo nel sistema di prevenzione e protezione?
Chi, poi, non può che dipendere dalla politica aziendale? Molte scelte, infatti, non dipendono da lui ma deve mettere in moto le altre risorse dell’azienda. E, senza ombra di dubbio, ciò è possibile solo se l’azienda è d’accordo. Cosa difficile quando le risorse sono insufficienti o la tanto celebrata Safety culture non è ben radicata in azienda.

Altre volte l’RSPP è quello che “ci si è trovato a doverlo fare”, oppure è qualcuno che faceva altro ed è stato “riconvertito” al nuovo ruolo e si trova a dover affrontare un percorso di crescita personale non solo tecnico (che è la cosa più facile) ma anche relazionale e di ruolo.

Deve incominciare a relazionarsi con l’operatività e con i livelli manageriali dell’azienda, con i consulenti e con gli organismi ispettivi e con l’organismo di vigilanza 231 dell’organizzazione, con “quelli” della qualità e dei sistemi e  e con una quantità di stake holder cui può non essere preparato.

Quindi, in molti casi, RSPP, che ha un ruolo e responsabilità importanti, soffre di scarso potere all’interno della azienda e fatica a svolgere le proprie attività.

A volte il ruolo dell’RSPP è più percepito come quello di un “controller” che di un “supporter”.

Leggiamo spesso di Coach RSPP, ma perché non pensare che anche l’RSPP potrebbe beneficiare del coaching?
Cosa si intende per coaching? A che serve? Come funziona?
Ecco 7 domande e 7 risposte, che possono chiarirci le idee
1. Cosa si intende per coaching?
Il coaching è un processo di sviluppo personale dove il coach aiuta e supporta lo sviluppo del potenziale di un professionista attraverso incontri individuali, volti ad una maggiore consapevolezza di se’.
È una perfetta integrazione all’attività formativa che si svolge in gruppo ed è particolarmente rivolta a tutti coloro che si devono confrontare con obiettivi nuovi e sfidanti.
L’RSPP forse non rientra tra questi?
Il coaching lavora sull’empowerment dell’individuo: opera per aggiunte e non per cancellazioni, porta ad un ampliamento degli strumenti /competenze del coachee a partire dal suo potenziale, rispetta la persona senza giudicarla e sviluppa apprendimento attraverso la sperimentazione
2. Chi è il coach?
Iniziamo da chi non è:
• L’allenatore che sa cosa potenziare e allena per raggiungere un obiettivo noto
• Il personal trainer che sta a fianco e indirizza
• Il consulente che offre soluzioni
• Il mentor, «grande saggio» che spesso ha ricoperto lo stesso ruolo
• Il tutor che organizza il gruppo
• Lo psicologo
• Il leader
Il coach è un facilitatore di processi di cambiamento che attengono all’individuo.
È come un enzima, che aiuta a d attivare delle reazioni, un catalizzatore.
3. Come si può definire il rapporto fra coach e coachee?
È un rapporto basato sulla fiducia, un processo che lavora sulle non technical skills, ovvero quelle competenze trasversali che ogni professionista deve possedere lavorare al meglio (es: saper gestire un progetto con responsabilità, saper comunicare con chiarezza e precisione…)
Il lavoro del coach consiste nell’accompagnare il coachee a diventare consapevole di ciò che ancora non vede, di sé stesso e/o delle situazioni che affronta e nello sviluppare le sue risorse personali
A differenza di formatori e consulenti, che trasferiscono le proprie conoscenze, il coach di fronte all’esigenza di modificare un comportamento o raggiungere dei risultati, attiva un processo che guida, mediante domande di scoperta e di esplorazione, che servono alla persona, per scoprire da sola delle proprie possibilità, opportunità personali e soluzioni, che senza questo percorso non sarebbe riuscita a vedere.
Mediante domande di introspezione, il coach riesce a fare sì che sia il coachee a trovare la soluzione.
In questo processo, è la persona il principale attore che lavora sulla propria crescita professionale.
4. In cosa consiste?
Si esplica attraverso una serie di incontri individuali centrati su una tecnica di colloquio mirata e strutturata (face to face / telefonici o via web)
La fase iniziale, fondamentale per tutto il processo, è focalizzata sulla definizione degli obiettivi che è il coachee stesso a darsi, che intende raggiungere.
Si tratta di un percorso che lavora su questioni precise.
5. Quali sono i principali vantaggi e i punti di attenzione del coaching?
Vantaggi
• Riservatezza
• Centratura sulla persona
• Pragmatismo
• Flessibilità
Punti di attenzione
• Chiarezza degli obiettivi
• Scelta dei destinatari
• Scelta del coach
Integrazione con altri strumenti di sviluppo
6. In quali occasioni implementare un percorso di coaching?
Tra le occasioni in cui il coaching può essere la scelta giusta, ci sono non solo i cambiamento organizzativi, gli assessment, ma anche l’assunzione di un nuovo ruolo professionale, come l’assunzione dell’incarico di RSPP
7. Qual è il rapporto fra coaching e formazione?
La formazione fornisce rapidamente degli strumenti e dei metodi per risolvere situazioni.
Il coaching può aiutare a mettere in pratica i contenuti e ad aumentare l’efficacia.