Agevolazioni per le imprese per la ripartenza post Covid: scattano i controlli

/ / Compliance Consulting, DLgs 231/2001

Il comando generale delle Fiamme gialle ha diramato una serie di indicazioni operative ai propri reparti investigativi per il controllo e la rendicontazione delle attività svolte in relazione ai contributi a fondo perduto ed ai finanziamenti assistiti da Garanzia statale ovvero le due agevolazioni concesse alle imprese dai decreti emergenziali emanati nel corso del 2020 e che, dato il perdurare delle difficoltà economiche, sono stati prorogati dalla Legge di bilancio 2021: D.L. n.34/2020 (c.d. decreto rilancio), D.L. n.104/2020 (c.d. decreto agosto), D.L. n.137/2020 (c.d. decreto ristori) e, da ultimo, il D.L. n.149/2020 (c.d. decreto ristori bis). Attraverso apposite piattaforme telematiche e applicativi software verranno monitorate e seguite (anche a livello centrale) le attività poste in essere dalle aziende per poter fruire due benefici concessi al fine di accertare l’eventuale sussistenza di violazioni a carico dei beneficiari.

In particolare, con riferimento ai contributi a fondo perduto, ovvero a quelle agevolazioni concesse da un Ente pubblico (es. Regione, Comune, Ministero, etc.) all’azienda senza alcun tipo di rimborso, oggetto delle attenzioni da parte dei militari delle fiamme gialle saranno le istanze di accesso alle diverse tipologie di contributo previste dai decreti sopra citati. I controlli in oggetto verranno gestiti attraverso l’applicativo «SERPICO profilato» in attuazione del protocollo d’intesa fra Guardia di finanza e Agenzia delle entrate, siglato il 19 novembre 2020. Attraverso tale applicativo i due Enti potranno scambiarsi dati ed informazioni utili alle attività di verifica e di rendicontazione delle attività svolte sulle singole istanze di accesso ai vari contributi a fondo perduto.

Con riferimento invece ai finanziamenti bancari assistiti da garanzie statali verrà richiesta alle imprese una rendicontazione delle attività svolte o ancora in corso e, anche in questo caso, i reparti operativi della Guardia di Finanza dovranno utilizzare gli appositi canali e le applicazioni disponibili, per condividere i dati e le informazioni raccolte. Oggetto del controllo saranno gli importi totali dei finanziamenti bancari erogati all’impresa nonché la quota parte dello stesso assistito dalla garanzia statale. Nel caso in cui all’esito dei controlli risulti che il finanziamento concesso all’interessato sia stato illecitamente percepito, i singoli reparti operativi dovranno procedere all’immediata segnalazione sulle apposite applicazioni intranet, indicando anche la specifica contestazione al beneficiario e le norme violate.

Quello dei controlli in relazione agli aiuti e alle principali misure di sostegno alle persone ed alle imprese, durante la pandemia da Covid, si configura dunque come uno dei settori d’intervento più importanti per l’immediato futuro da parte dei reparti operativi della Guardia di finanza.  A tal proposito si evidenzia come alcune delle condotte illecite che potranno essere eventualmente riscontrate  sia in quanto direttamente collegate ai fatti contestati sia in quanto prodromiche o collaterali rispetto ai fatti contestati integrano anche fattispecie di reato fonte di responsabilità amministrativa degli Enti ai sensi del D.lgs. 231/2001, come – a titolo esemplificativo e non esaustivo:

  • Indebita percezione di contributi, finanziamenti o altre erogazioni da parte dello Stato o di altro ente pubblico o delle Comunità europee (art. 316 bis c.p.)
  • Truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche  (art. 24 D.lgs 231/2001) (640 bis c.p.)
  • Associazione per delinquere (art. 416 c.p.)
  • Associazioni di tipo mafioso anche straniere (416 bis c.p.)
  • Induzione indebita a dare o promettere utilità (art. 318 quater c.p.)
  • Corruzione di persona incaricata di un pubblico servizio (art. 320 c.p.)
  • Indebita compensazione (art. 10-quater D.lgs. 74/2000)
  • Sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte (art. 11 D.lgs. 74/2000)

Riconducibili rispettivamente agli artt. 24, 24-ter, 25 e 25-quinquiesdecies del D.lgs. 231/2001 e quindi ai reati contro la Pubblica amministrazione, ai delitti di criminalità organizzata, ai reati tributari.

Da qui l’importanza per le aziende di avere un modello di organizzazione gestione e controllo che preveda al suo interno tutte le fattispecie di reato previsti dal d.lgs. 231/2001 – anche quelli di ultima introduzione – che possa fungere da esimente in caso in cui all’azienda venga contestato uno dei reati presenti nel “catalogo” 231, nonché l’adozione di tutti gli strumenti di controllo a presidio delle aree sensibili, come, ad esempio, specifiche policies, procedure, etc