DPCM 26 aprile 2020, verso la fase 2: riaperture e divieti.

/ / Compliance Consulting, Sicurezza sul lavoro

Il testo integrale ed i codici ateco che forniscono indicazioni per la fase 2.

Ieri, 26 aprile 2020, il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha annunciato in conferenza stampa le misure per il contenimento dell’emergenza Covid-19 nella cosiddetta “fase due”.

Con il DPCM 26/4/2020,il primo decreto della “fase 2”, che inaugura le riaperture progressive e graduali dopo il lockdown da pandemia di Covid-19 cominciato l’11 marzo.

Dal 4 maggio riapriranno la manifattura, le costruzioni e il commercio all’ingrosso funzionale, tessile, moda, automotive, vetro, industria estrattiva e fabbricazione di mobili, intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. La riapertura sarà possibile già da lunedì 27 aprile per consentire lo svolgimento delle attività propedeutiche alla riapertura, come la sanificazione degli ambienti, e per la sicurezza dei lavoratori.

Ripartenza anche per i cantieri pubblici e le attività per l’export. All’allegato 3 del decreto (link a fine articolo) il nuovo elenco dei codici Ateco.

Fondamentali, in questa seconda fase, la distanza sociale e l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, a questo proposito, un’ordinanza fissa ad un massimo di 0,50 € il prezzo delle cosiddette mascherine chirurgiche. L’uso delle mascherine sarà inoltre obbligatorio sui mezzi pubblici.

Per quanto riguarda gli spostamenti, questi saranno possibili all’interno di una stessa Regione per motivi di lavoro, di salute, necessità o visita ai parenti; gli spostamenti fuori Regione saranno invece consentiti per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione.

Sarà consentito l’accesso ai parchi pubblici rispettando la distanza e regolando gli ingressi alle aree gioco per bambini, fermo restando la possibilità da parte dei Sindaci di precludere l’ingresso qualora non sia possibile far rispettare le norme di sicurezza.

Per quanto riguarda le cerimonie religiose, saranno consentiti i funerali, cui potranno partecipare i parenti di primo e secondo grado per un massimo 15 persone.

Previste regole più stringenti per chi ha febbre sopra i 37.5 gradi e sintomatologie respiratoria: obbligo di restare a casa e avvertire il proprio medico.

Per quanto riguarda le attività di ristorazione, oltre alla consegna a domicilio, sarà consentito il ritiro del pasto da consumare a casa o in ufficio.

I datori di lavoro privati potranno inoltre continuare ad applicare il lavoro agile a ogni rapporto subordinato, anche in assenza di accordi individuali. Si raccomanda ancora, anche nel pubblico, di promuovere la fruizione di periodi di congedo ordinario e ferie. Per le attività professionali si raccomanda sempre il ricorso allo smart working ove possibile e l’assunzione di protocolli di sicurezza anti-contagio. Nonché «l’adozione di strumenti di protezione individuale» laddove non si possa rispettare la distanza di un metro.

 

Per affrontare la fase 2 e ripartire in sicurezza, scegli la Biosafety Trust Certification, per saperne di più clicca sul banner qui sotto e vai alla pagina del servizio.

 

 

 

 

 

Scarica qui il testo completo del DPCM 26 aprile 2020.

Scarica qui l’allegato 3 del decreto con il nuovo elenco dei codici Ateco.